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Protagora



 Protagora, uno dei più importanti sofisti, sostiene la celebre tesi:

“L’uomo è misura di tutte le cose”, cioè ciò che è vero o falso dipende dall’essere umano.

La frase può essere interpretata in due modi:

  1. L’uomo come individuo singolo: ogni giudizio dipende dal punto di vista soggettivo. Ciò che è buono per qualcuno può essere cattivo per un altro; ciò che piace a una persona può disgustarne un’altra.

  2. L’uomo come umanità: il criterio di verità non è assoluto, ma nasce dal consenso e dalle convenzioni condivise.

Infine, la pagina riporta alcune informazioni sulla vita di Protagora, nato ad Abdera intorno al 490 a.C., celebre per la sua abilità retorica e per le sue opere, tra cui La verità (o Discorsi demolitori) che conteneva probabilmente il frammento sul “metro di tutte le cose.

  • Protagora è uno dei principali esponenti della sofistica e propone una concezione relativistica e umanistica della conoscenza.

  • la sua celebre affermazione “l’uomo è misura di tutte le cose” significa che la realtà non è conosciuta in modo oggettivo e assoluto, ma in relazione al soggetto che conosce.

  • la percezione e il giudizio degli uomini dipendono dalla loro struttura mentale, dalle esperienze individuali e dalla cultura di appartenenza.

  • Il termine “uomo” può essere inteso sia come singolo individuo, sia come popolo o comunità, dando origine a una forma di relativismo culturale.

  • Di conseguenza, non esiste una verità unica e universale, ma molte verità valide all’interno di contesti determinati.

  • Non esistono nemmeno leggi naturali assolute che stabiliscano in modo definitivo cosa sia giusto o ingiusto, bene o male.

  • Le leggi positive, la morale e le norme religiose sono il risultato delle tradizioni storiche, sociali e politiche dei diversi popoli.

  • Questo relativismo non coincide con lo scetticismo: Protagora non nega la possibilità della conoscenza, ma ne sottolinea il carattere situato e contestuale.

  • Ogni sapere va quindi rapportato al contesto umano, sociale e culturale in cui si è formato.

  • Per questo la filosofia di Protagora è definita umanistica, perché pone l’uomo come criterio di giudizio della realtà.

Il potere della parola:

  • In assenza di una verità assoluta, è comunque necessario stabilire un criterio di giudizio per la vita collettiva.

  • Secondo Protagora, questo criterio è l’utile, inteso come ciò che contribuisce al bene del singolo e della comunità.

  • Il linguaggio assume un ruolo centrale come strumento di confronto, dialogo e persuasione.

  • La parola permette di mettere a confronto le diverse opinioni e di raggiungere decisioni condivise.

  • Tuttavia esiste il rischio che la parola diventi uno strumento di potere nelle mani dei gruppi più forti.

  • Per questo Protagora ribadisce che l’uso della parola deve avere come fine ultimo il benessere generale della pólis.

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